Programma Formativo Avanzato Health HPC: Biomedicina Computazionale

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Health HPC: Biomedicina Computazionale Il corso si svolgerà dal 16 marzo al 22 maggio 2026. Le preiscrizioni sono aperte. Per partecipare è necessario compilare il form e la modulistica presenti nella pagina Iscrizione.L’iscrizione verrà finalizzata solo al raggiungimento del numero minimo di partecipanti, momento in cui verrà richiesto il saldo della quota di iscrizione. Un’offerta pensata per professionisti, aziende e giovani neolaureati, con formazione di alto livello e possibilità di accedere a risorse HPC. A chi è rivolto: • Studenti e dottorandi in bioinformatica, biotecnologie, medicina sperimentale, ingegneria biomedica • Ricercatori in ambito clinico e biomedico • Data Scientist e Data Engineer nel settore biotech e med-tech • Professionisti della sanità interessati alla trasformazione digitale • Docenti e formatori in ambito STEM e Digital Health • IT manager e tecnici di enti pubblici e aziende sanitarie   Perché iscriversi: • Acquisizione di competenze pratiche e aggiornate • Accesso a risorse HPC/Cloud e workflow riproducibili • Formazione orientata al lavoro e alla ricerca • Opportunità di networking con esperti e istituzioni Il corso sarà composto da un corso base al termine del quale i partecipanti avranno la possibilità di proseguire il percorso formativo scegliendo uno o più moduli di specializzazione, ciascuno della durata di 40 ore e dedicato a un ambito chiave della salute digitale e delle scienze computazionali applicate. Corso Base (52 ore): • 10 ore – Modulo introduttivo in Scienze della Vita (facoltativo) • 40 ore – Scienza ed Ingegneria Computazionale • 21 ore – Introduzione alla Biomedica Computazionale Corsi verticali (40 ore): • Informatica Medica • Bioinformatica • Big Data in Medicina • Medicina in Silico • Sensori indossabili e Salute Mobile · Scienze Regolatorie per la Medicina Digitale Qui l’iscrizione al corso. torna su

La prevenzione digitale che può cambiare la sanità italiana

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07/01/2026 DARE, Progetto La prevenzione digitale che può cambiare la sanità italiana Dall’articolo su Scenari del Gruppo24Ore – Anno 2025, n.16, in Allegato a Il Sole 24 Ore Dalla ricerca ai territori, attraverso lo sviluppo di modelli predittivi, infrastrutture digitali e sperimentazioni che rendono la prevenzione un percorso continuo per i cittadini Nel quadro della trasformazione sanitaria avviata dal PNRR, la Fondazione DARE – Digital Life-long Prevention sta assumendo un ruolo di primo piano nel riposizionare la prevenzione al centro delle politiche di salute pubblica. Nata nel 2022, la Fondazione aggrega università, INFN, IRCCS, aziende sanita-rie e imprese tecnologiche di primo livello – tra cui Exprivia ed Engineering, attori chiave dell’innovazione digitale italiana – con l’obiettivo di costruire un’infrastruttura naziona-e per la prevenzione continua, personalizzata e basata sui dati.La scala dell’iniziativa è inedita: oltre 80 sperimentazioni in corso, dal Nord al Sud del Paese, più di 2,5 milioni di cittadini coinvolti, 450 ricercatori e tecnologi impegnati nello sviluppo di algoritmi predittivi, soluzioni digitali di prevenzione e piattaforme interoperabili per la sanità pubblica. L’obiettivo è rafforzare la capacità del Sistema sanitario nazionale di anticipare bisogni, prevenire malattie e rendere i percorsi più sostenibili.La prevenzione come asse strategico Durante l’evento “Salute 5.0 e Ricerca”, tenutosi l’11 novembre alla Sapienza alla presenza del ministro Schillaci, le quattro Fondazioni del Piano Nazionale Complementare – D34Health, ANTHEM, Fit4MedRob e DARE – hanno mostrato come il Paese stia costruendo un ecosistema dell’innovazione capace di integrare scienze omiche, wearable, intelligenza artificiale, digital twin e grandi infrastrutture di ricerca. In questo contesto, DARE ha illustrato un modello che combina in un’unica architettura dati clinici, comporta-mentali, genetici e ambientali, restituendo strumenti predittivi utili per anticipare bisogni di salute e rendere più efficaci gli interventi di prevenzione.L’importanza strategica di questo modello è stata ribadita anche agli Stati Generali della Ricerca Medico-Scientifica organizzati al Senato, dove Lorenzo Chiari, professore di ingegneria biomedica all’Università di Bologna e presidente della Fon-dazione, ha sottolineato come “la prevenzione rappresenti un investimento strutturale per il Paese” e come interoperabilità e innovazione possano rafforzare il SSN affrontando in modo più efficace cronicità, fragilità e disabilità. “La sfida politica e culturale – ha spiegato – è passare da Health in all policies a Prevention in all health policies. Serve continuità nelle politiche per ricerca e innovazione sanitaria, e strumenti di finanza d’impatto che promuovano investimenti lungimiranti nella prevenzione”. I tre Spoke Il progetto si articola in tre aree principali. Lo Spoke 1 abilita l’intero ecosistema fornendo tecnologie, competenze etico-legali ed economiche, infrastrutture e modelli organizzativi. Filippo Lanubile descrive così il contributo del team dell’Università di Bari: “Abbiamo sviluppato una pipeline di MLOps per la costruzione di modelli predittivi in ambito sanitario. Oltre alla piena tracciabilità degli esperimenti, automatizziamo i controlli di qualità e supportiamo gli sviluppatori nella preparazione dei documenti necessari alla certificazione dei sistemi di IA come dispositivi medici”.Lo Spoke 2, guidato da Walter Mazzucco dell’Università di Palermo, lavora sulla prevenzione primaria e sull’interoperabilità fra dati sanitari e non sanitari. “La valorizzazione integrata dei dati – afferma – permetterà di predire scenari di salute e orientare azioni di promozione capillare. Uno sguardo 5.0 che unisca dati clinici, condizioni ambientali ed esposizioni agli inquinanti consentirà interventi community-based più efficaci”.Lo Spoke 3, coordinato da Massimo Federici di Roma Tor Vergata, affronta la prevenzione secondaria e terziaria in una popolazione che invecchia rapidamente. “Le soluzioni ni digitali – spiega – possono facilitare la raccolta dei dati clinici, il monitoraggio a distanza, la mobilità nell’anziano e la somministrazione personalizzata di terapie”. Qui sono attivi 39 progetti su patologie cardiometaboliche, oncologiche e neurodegenerative. Un unicum nazionaleAccanto a queste attività, DARE sta portando avanti un lavoro, di fatto unico nel panorama italiano, sugli aspetti di regulatory science e sulla governance dell’interoperabilità: tre Solution Framework integrati – wearable e app, la piattaforma Salus Ratio come Secure Processing Environment conforme allo European Health Data Space, e un ambiente avanzato di MLOps – costituiscono un’architettura che oggi integra otto progetti ad alto impatto dedicati alla standardizzazione dei dati (HL7-FHIR, HealthDCAT-AP), alla simulazione completa dell’infrastruttura HealthData@EU e allo sviluppo di un vero e proprio regulatory ML-Ops, aprendo la strada a una possibile Regulatory Sandbox per l’intelligenza artificiale in sanità. L’impatto sull’innovazioneDal punto di vista economico, la prevenzione è un moltiplicatore: come ricorda Mazzucco, “ogni euro investito in prevenzione può generare risparmi fino a 14-15 euro in cure non erogate”. Non sorprende quindi che DARE abbia scelto di investire anche nell’imprenditorialità, con programmi come ReActorPro, promosso da Bi-Rex e G-Factor e pensato per accompagnare i ricercatori nella creazione di startup ad alto potenziale e avvicinare ricerca e industria, che ha già formato 25 team. “La trasformazione digitale – spiega Chiari – ci offre strumenti in grado di migliorare non solo la salute, ma anche la sostenibilità del sistema”. Una direzione che trova eco nel posizionamento europeo: dall’EHDS all’AI Act, l’Italia può giocare un ruolo da protagonista proprio grazie a iniziative come DARE. Verso un modello italianoDARE sta contribuendo sul campo a definire un modello nazionale di prevenzione basato su interoperabilità, evidenza scientifica e collaborazione pubblico-privata che potrebbe interagire con attori quali l’Hub Nazionale della Prevenzione istituito dal Ministero della Salute. Un modello che, anticipando bisogni e riducendo costi, accelera l’innovazione e valorizza la filiera industriale italiana. Articolo precedente torna su

The Aphoristic Corner: Uno spazio per pensare, non solo per leggere

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11/12/2025 DARE, Progetto The Aphoristic Corner: Uno spazio per pensare, non solo per leggere Questa sezione raccoglie brevi citazioni tratte da autori che, direttamente o indirettamente, hanno affrontato i temi al centro del progetto DARE: la salute, la prevenzione, il tempo, la cura, la tecnologia e la condizione umana.Non semplici ornamenti letterari, ma spunti di riflessione che ci aiutano a rinnovare lo sguardo sull’attualità, cogliendo nell’essenzialità dell’aforisma una chiave per comprendere – e, talvolta, ripensare – il presente. Le teorie che hanno portato all’assegnazione del Nobel per l’Economia 2025 ai tre studiosi Joel Mokyr, Philippe Aghion e Peter Howitt trovano una sintesi efficace in alcune delle intuizioni che hanno trasformato il nostro modo di pensare la crescita economica. Joel Mokyr ci ricorda che «la ricchezza di una società non risiede nei suoi capitali, ma nella sua capacità di generare idee nuove in grado di cambiare il modo di produrre e vivere» (“The Lever of Riches”, Oxford University Press, 1990). È un invito a guardare alla creatività tecnologica come fondamento stesso del progresso.Sulla stessa linea, la teoria schumpeteriana di Philippe Aghion e Peter Howitt insiste sul fatto che «la crescita duratura non emerge da una moltiplicazione infinita di beni, ma da un flusso ininterrotto di innovazioni che rendono obsolete le tecnologie precedenti» (“A Model of Growth Through Creative Destruction”, Econometrica, 1992). Ogni innovazione rappresenta infatti una spinta dirompente: «un piccolo terremoto economico che spinge la società a reinventarsi» (“Growth and Creative Destruction.” NBER Working Paper No. 3223, 1987). Ma l’innovazione non è solo un fenomeno economico: è anche un tratto culturale. Mokyr ci ricorda che «la prosperità si fonda non su quello che già sappiamo fare bene, ma su quanto siamo disposti a rischiare per immaginare e costruire qualcosa di nuovo» (“The Lever of Riches”, op. cit.). Insieme, queste idee compongono un’unica grande lezione: la crescita non è il risultato automatico dei mercati, ma l’esito di un processo continuo di creatività, coraggio e trasformazione, il cuore stesso della visione premiata dal Nobel 2025. Chi sono gli autori Joel Mokyr è economista e storico dell’economia alla Northwestern University, noto per i suoi studi sulle radici storiche della creatività tecnologica e sul ruolo della conoscenza nel progresso economico. Philippe Aghion, economista francese e professore al Collège de France, è tra i principali teorici della crescita endogena e dell’innovazione come motore dei cicli economici. Peter Howitt, economista canadese e professore emerito alla Brown University, ha sviluppato insieme ad Aghion il modello schumpeteriano di crescita basato sulla distruzione creativa, oggi punto di riferimento nello studio della dinamica tecnologica ed economica. Nel 2025, i tre studiosi hanno ricevuto il Premio Nobel per l’Economia per il loro contributo fondamentale alla comprensione della crescita guidata dall’innovazione. Articolo precedenteArticolo successivo torna su

Health HPC: Biomedicina Computazionale

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03/12/2025 DARE, Progetto Health HPC: Biomedicina Computazionale Un’offerta pensata per professionisti, aziende e giovani neolaureati, con formazione di alto livello e possibilità di accedere a risorse HPC. A chi è rivolto: • Studenti e dottorandi in bioinformatica, biotecnologie, medicina sperimentale, ingegneria biomedica • Ricercatori in ambito clinico e biomedico • Data Scientist e Data Engineer nel settore biotech e med-tech • Professionisti della sanità interessati alla trasformazione digitale • Docenti e formatori in ambito STEM e Digital Health • IT manager e tecnici di enti pubblici e aziende sanitarie   Perché iscriversi: • Acquisizione di competenze pratiche e aggiornate • Accesso a risorse HPC/Cloud e workflow riproducibili • Formazione orientata al lavoro e alla ricerca • Opportunità di networking con esperti e istituzioni Il corso sarà composto da un corso base al termine del quale i partecipanti avranno la possibilità di proseguire il percorso formativo scegliendo uno o più moduli di specializzazione, ciascuno della durata di 40 ore e dedicato a un ambito chiave della salute digitale e delle scienze computazionali applicate. Corso Base (52 ore): • 10 ore – Modulo introduttivo in Scienze della Vita (facoltativo) • 40 ore – Scienza ed Ingegneria Computazionale • 21 ore – Introduzione alla Biomedica Computazionale Corsi verticali (40 ore): • Informatica Medica • Bioinformatica • Big Data in Medicina • Medicina in Silico • Sensori indossabili e Salute Mobile · Scienze Regolatorie per la Medicina Digitale Qui l’iscrizione al corso. Articolo precedenteArticolo successivo torna su

Salute 5.0 e Ricerca: Fondazione DARE protagonista dell’ecosistema della sanità digitale e sostenibile

26/11/2025 DARE, Progetto Salute 5.0 e Ricerca: Fondazione DARE protagonista dell’ecosistema della sanità digitale e sostenibile Roma, 11 novembre 2025 – Oltre 400 persone hanno partecipato all’evento “Salute 5.0 e Ricerca. Le Iniziative del Piano Nazionale Complementare al servizio del Futuro Digitale della Sanità”, ospitato presso l’Aula Magna del Rettorato della Sapienza Università di Roma. L’incontro, alla presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci, della senatrice Maria Alessandra Gallone e della Magnifica Rettrice Antonella Polimeni, ha riunito università, istituzioni e mondo della ricerca per delineare le nuove traiettorie della salute digitale e sostenibile. Durante la giornata, le quattro Fondazioni del Piano Nazionale Complementare (PNC) – D³4Health, DARE, ANTHEM e Fit4MedRob – hanno presentato i risultati e le prospettive delle proprie attività, mostrando come la collaborazione tra competenze diverse e complementari possa generare valore per la salute dei cittadini e per l’evoluzione del sistema sanitario nazionale. Nel corso dell’evento, la Fondazione DARE (Digital Lifelong Prevention) ha illustrato il proprio contributo alla costruzione di un ecosistema digitale per la prevenzione, basato sull’integrazione di dati clinici, ambientali, genetici e comportamentali e sull’uso di tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, dispositivi indossabili e digital twin. Oggi DARE coinvolge oltre 50 partner tra università, IRCCS, aziende sanitarie, agenzie ambientali, imprese e fondazioni, organizzati in un ecosistema di innovazione che copre tutte le dimensioni della prevenzione – primaria, secondaria e terziaria. Sono già oltre 70 i progetti pilota attivi in cinque regioni italiane (Emilia-Romagna, Lazio, Veneto, Puglia e Sicilia), con dati di oltre 2,5 milioni di cittadini, a supporto di modelli di prevenzione predittiva e personalizzata. Con sede a Bologna, la Fondazione DARE rappresenta l’Hub nazionale dell’iniziativa, garantendo governance, sostenibilità e continuità alle attività del progetto, in sinergia con i servizi sanitari regionali e le istituzioni. Grazie a DARE, l’Italia si posiziona tra i Paesi europei più attivi nella costruzione di un ecosistema digitale per la prevenzione, in linea con le strategie del European Health Data Space e del WHO Digital Health Strategy, contribuendo a una sanità più predittiva, partecipativa e sostenibile. “Investire in prevenzione significa investire nel futuro del Paese,” ha dichiarato Lorenzo Chiari, Presidente della Fondazione DARE. “La sfida è ripensare la prevenzione come un bene comune e sostenibile, capace di ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita, mantenendo al contempo un controllo pubblico e responsabile sull’uso delle tecnologie digitali.” Articolo precedenteArticolo successivo torna su

Progetto SIMBA – Innovazione e collaborazione per il monitoraggio della mobilità nei bambini con autismo

team progetto simba

20/11/2025 DARE, Progetto Progetto SIMBA – Innovazione e collaborazione per il monitoraggio della mobilità nei bambini con autismo Il 3 novembre il team di ricerca del Politecnico di Milano, composto da Veronica Cimolin, Manuela Galli, Serena Cerfoglio e Lucia Donno, si è recato a Roma presso l’ IRCCS San Raffaele Pisana per un incontro operativo con i partner clinici del progetto SIMBA (Soluzione Innovativa con sensori indossabili per il Monitoraggio della mobilità quotidiana nei Bambini con Autismo). Durante la giornata sono stati condivisi gli avanzamenti del progetto e pianificate le prossime attività del progetto. Il progetto SIMBA punta a sviluppare soluzioni basate su sensori indossabili per monitorare in modo oggettivo e continuo la mobilità dei bambini con disturbo dello spettro autistico, contribuendo all’evoluzione delle pratiche di valutazione clinica e alla personalizzazione degli interventi.Partner del progetto SIMBA sono il Politecnico di Milano (capofila), l’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma (partner clinico) e BTS Bioengineering (partner industriale). Il progetto è cofinanziato dal Piano Nazionale Complementare PNC-I.1 “Iniziative di ricerca per tecnologie e percorsi innovativi in ambito sanitario e assistenziale”, D.D. 931 del 06/06/2022, iniziativa DARE – DigitAl lifelong pRevEntion, codice PNC0000002, CUP: B53C22006450001. Un passo in più verso ricerca, innovazione e inclusione nel campo della salute e delle tecnologie digitali. Articolo precedenteArticolo successivo torna su

Stati Generali della ricerca medico-scientifica al Senato della Repubblica

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16/10/2025 DARE, Progetto Stati Generali della ricerca medico-scientifica al Senato della Repubblica Dal post di “Cluster Nazionale Scienze della Vita ALISEI”: Dal 14 al 16 ottobre, a Roma, si svolgono gli 𝐒𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐆𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨-𝐒𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚, un evento promosso dal MUR e dal Ministero della Salute per rafforzare il dialogo tra scienza, istituzioni e imprese. Lorenzo Chiari, Presidente della DARE Foundation – Digital Lifelong Prevention e membro del Comitato Scientifico del Cluster Nazionale Scienze della Vita ALISEI, è intervenuto oggi nel panel “Prevenzione, stili di vita e nuove tecnologie al servizio della medicina”. Nel suo intervento ha evidenziato il potenziale delle tecnologie digitali nel trasformare il sistema salute, promuovendo una prevenzione primordiale e un approccio biopsicosociale e lifelong alla salute. 📍“Abbiamo bisogno di una lingua della ricerca ricca, chiara e fondata sull’evidenza.”📍“Con il progetto 𝐃𝐀𝐑𝐄, oltre 70 sperimentazioni dal Veneto alla Sicilia, con più di 450 ricercatori coinvolti, stanno dimostrando come innovazione e interoperabilità possano rafforzare il SSN, superarne le criticità strutturali e favorire quel left shift fondamentale nella storia naturale della malattia.” Una breve video sintesi della prima giornata è disponibile sul sito del Quirinale: https://www.quirinale.it/elementi/141192 Sotto, alcune immagini dell’incontro: Articolo precedente torna su

The Aphoristic Corner II edizione: Uno spazio per pensare, non solo per leggere

03/10/2025 DARE, Progetto The Aphoristic Corner II edizione: Uno spazio per pensare, non solo per leggere Questa sezione raccoglie brevi citazioni tratte da autori che, direttamente o indirettamente, hanno affrontato i temi al centro del progetto DARE: la salute, la prevenzione, il tempo, la cura, la tecnologia e la condizione umana.Non semplici ornamenti letterari, ma spunti di riflessione che ci aiutano a rinnovare lo sguardo sull’attualità, cogliendo nell’essenzialità dell’aforisma una chiave per comprendere – e, talvolta, ripensare – il presente.Il brano che proponiamo in questo numero della newsletter è tratto dal volume Prevenzione è rivoluzione di Silvio Garattini, casa editrice il Mulino, 2023. “Con il tempo e con gli straordinari progressi della medicina, la cultura si è orientata prevalentemente verso la cura delle malattie e l’assistenza ai malati, sviluppando diagnosi, terapie e riabilitazione. Ciò ha portato alla nascita di un grande mercato: il mercato della salute. Come per gli altri mercati anch’esso persegue lo stesso fine: l’aumento del volume d’affari attraverso la crescente medicalizzazione della società. Test diagnostici, farmaci, integratori alimentari, dispositivi medici tendono ad aumentare in termini sia di quantità sia di costi, spesso senza recare contributi significativi alla salute.In particolare nel nostro paese, grazie al servizio sanitario nazionale, il mercato della medicina può contare su un meccanismo viziato perché chi paga (lo Stato) non sceglie e non utilizza i prodotti che acquista; chi sceglie i prodotti (il medico) non li paga e non li utilizza; e, infine, chi utilizza i prodotti (l’ammalato) non li sceglie e non li paga. Questo grande mercato che globalmente assomma a varie centinaia di miliardi di euro per spese pubbliche e private è riuscito a mascherare la sua irrazionalità. Non è infatti logico spendere risorse umane ed economiche per curare malattie che sono in definitiva evitabili. Di fatto più del 50% delle malattie croniche […] può essere prevenuto; più del 50% dei tumori è evitabile, e nonostante ciò ogni anno muoiono in Italia circa 180.000 persone per tumore. Quello che si deve fare per evitare malattie e tumori ha un nome ben preciso che non si pronuncia mai abbastanza in medicina: «prevenzione».” Chi è l’autore Silvio Garattini è medico e libero docente in Chemioterapia e Farmacologia. Fondatore nel 1961 e Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, è stato membro di diversi organismi tra cui il Comitato di Biologia e Medicina del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la politica della ricerca in Italia, la Commissione Unica del Farmaco (CUF) del Ministero della Salute. Ha ricoperto numerose cariche anche a livello internazionale e ricevuto moltissimi premi e onorificenze. È autore di centinaia di lavori scientifici pubblicati e di numerosi volumi nel campo della farmacologia. Fa parte del gruppo dei ricercatori italiani altamente citati nella letteratura scientifica internazionale.   Un necessario cambio di paradigma La riflessione di Garattini mette in luce una contraddizione fondamentale: mentre la medicina ha concentrato risorse e innovazioni sulla cura, il vero investimento mancante resta la prevenzione. Spostare il baricentro dall’assistenza alla promozione della salute significherebbe non solo ridurre la medicalizzazione e i costi, ma soprattutto migliorare la qualità e l’equità della vita delle persone. E’, questa, la medesima prospettiva del progetto DARE, che propone la prevenzione digitale al centro delle strategie di innovazione del Servizio Sanitario. Articolo precedente torna su

Edizione 2025/2026: Short Master Universitario in “Digital Health: Guidare la trasformazione digitale nel settore sanitario”

01/10/2025 DARE, Formazione Edizione 2025/2026 – Short Master Universitario in “Digital Health: Guidare la trasformazione digitale nel settore sanitario” Torna, con la seconda edizione, il Short Master Universitario in “Digital Health: Guidare la trasformazione digitale nel settore sanitario”, promosso dall’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Dipartimento di Informatica, nell’ambito del progetto DARE Digital Life-Long Prevention – Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR. Il corso, diretto dalla Prof.ssa Veronica Rossano, della durata di 100 ore (4 CFU), sarà erogato in modalità blended da due ricercatori DARE: Martina Iammarino e Giulio Mallardi. L’obiettivo del corso è quello di preparare i partecipanti a guidare e gestire la trasformazione digitale nell’ambito della sanità. Il corso si propone di fornire una comprensione approfondita delle tecnologie digitali, come il cloud computing, la sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale, e della loro applicazione nel settore sanitario. I partecipanti acquisiranno competenze pratiche e conoscenze teoriche per identificare le sfide e le opportunità legate alla digitalizzazione della sanità, sviluppando capacità di leadership e gestione del cambiamento necessarie per implementare con successo soluzioni digitali in ambienti sanitari complessi. Tutte le informazioni necessarie sono reperibili al seguente link:  Scopri di più Articolo precedente torna su

Le sfide per il Sistema Sanitario Nazionale

29/09/2025 DARE, Fondazione, Progetto Le sfide per il Sistema Sanitario Nazionale Dal numero 2/2025 di  ECONOMIA ITALIANA Negli ultimi quattro decenni, i sistemi sanitari nazionali sono stati investiti da trasformazioni di portata storica che ne hanno profondamente modificato il ruolo, le funzioni e le modalità operative. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano si trova in una fase critica, alle prese con l’impellente necessità di riformarsi in risposta alle sfide poste dal cambiamento, sinora trascurate: invecchiamento della popolazione, innovazione tecnologica, carenza di risorse, cambiamenti di paradigmi clinici ed organizzativi e disuguaglianze socioeconomiche. Questo numero di Economia Italiana – guest editor il prof. Vincenzo Atella (Università di Roma Tor Vergata) – analizza le sfide cui si trova davanti il sistema sanitario italiano. Il numero interamente disponibile in modalità open access, grazie al contributo ricevuto dal Piano Nazionale Complementare (PNC-I.1), nell’ambito dell’iniziativa DARE – Digital Lifelong Prevention. Le opinioni espresse in questa pubblicazione sono esclusivamente degli autori e non riflettono necessariamente quelle dell’Unione Europea o della Commissione Europea Articolo precedenteArticolo successivo torna su

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Giornata mondiale della Fisioterapia – Longevità e Salute

10/09/2025 DARE, Fondazione, Progetto Giornata mondiale della Fisioterapia 2025 – Longevità e Salute Dal sito di OFI Romagna:  Sabato 13 settembre 2025, Palazzo del Turismo Rimini. Dalle 10,00 alle 17,00 L’8 settembre si celebra il World Physiotherapy Day, promosso dalla World Physiotherapy, organizzazione che rappresenta oltre 625.000 fisioterapisti in più di 120 Paesi. Il tema 2025 è: “Ruolo della fisioterapia e dell’attività fisica nell’invecchiamento attivo, con focus sulla prevenzione della fragilità e delle cadute”, di grande importanza in un contesto di crescente invecchiamento demografico. Secondo l’OMS, entro il 2050 le persone con più di 60 anni supereranno i 2 miliardi; in Europa oltre il 20% della popolazione ha più di 65 anni, in Italia il 24,1% (ISTAT 2024). Gli over 80 triplicheranno entro il 2050, con un aumento degli anni vissuti in condizioni di fragilità o disabilità. In questo scenario, la fisioterapia – in collaborazione con le altre professioni sanitarie – riveste un ruolo fondamentale nel promuovere l’invecchiamento attivo, nel sostenere l’autonomia e nel migliorare la qualità di vita delle persone. Per celebrare questa ricorrenza, gli Ordini dei Fisioterapisti dell’Emilia Romagna e A.I.FI ER organizzano il convegno “Longevità e Salute”, un evento che, attraverso interventi di professionisti esperti di varie discipline, presenterà e discuterà di innovazioni, aggiornamenti e ricerche sul tema. Il progetto DARE sarà presentato nell’ambito dell’intervento “LA VALUTAZIONE PRECOCE DEL RISCHIO DI CADERE: META O MIRAGGIO?” presentato dal prof. Lorenzo Chiari. Al termine delle presentazioni seguirà una tavola rotonda per favorire il confronto tra associazioni di cittadini e malati, professionisti sanitari e istituzioni. L’iniziativa rappresenta non solo un momento celebrativo, ma soprattutto un’opportunità per rafforzare l’impegno comune nella prevenzione e nella promozione della salute. L’evento è aperto sia a professionisti sanitari che ai cittadini. MODALITA’ DI ISCRIZIONE 1) per i dipendenti aderenti alla piattaforma WHR-Time (https://portale-gru.progetto-sole.it) attraverso l’accesso tramite le proprie credenziali ricercando nella sezione Formazione in Corsi Disponibili il codice del presente corso 2) per i non dipendenti aderenti alla piattaforma, previa registrazione al link https://portale-ext-gru.progetto-sole.it/, cliccare sulla voce menù “Prenota” in alto a sinistra, una volta effettuato il LOGIN. E’ possibile filtrare inserendo il codice corso nel campo specifico. NB. Il corso è limitato a 100 iscrizioni. Il sistema di prenotazione offre un riscontro dell’effettiva possibilità di partecipare solo dal giorno successivo all’iscrizione o tramite comunicazione qualora dalla lista di attesa si venga inclusi tra i partecipanti confermati. In allegato la Locandina con il programma dell’evento Articolo precedenteArticolo successivo torna su